Chi era Guido della Valle

Guido della Valle nacque a Napoli il 24/01/1884. Dopo aver conseguito la Laurea in Filosofia a Napoli seguì un corso di perfezionamento a Lipsia dove studiò particolarmente Filosofia della Natura. Iniziò la carriera di docente insegnando prima a Foggia e poi a Matera; nel 1911 si trasferì a Torino dove fu eletto all'unanimità presidente della sezione torinese degli insegnanti medi, e si occupò particolarmente e con grande entusiasmo degli Asili d'infanzia - allora non molti - promuovendone lo sviluppo. G. Della Valle amò sempre la scuola in modo non solo teorico ma concreto: riteneva doveroso dare alla società in cui viveva la sua intelligente partecipazione, sempre combattiva, di uomo e così egli non disdegnò di esercitare in quel periodo (1910/12) l'Ufficio di assessore alla pubblica istruzione di Soccavo e di promuovere la costruzione di un edificio scolastico avendo egli sempre capito la grande importanza dell'edilizia scolastica per il divulgarsi dell'istruzione. Nel 1912 ebbe la nomina a professore di Pedagogia all'Università di Messina e l'incarico di direttore della "Rivista pedagogica" (fondata nel 1907 dal prof. Luigi Credano) che durò fino al 1914, quando la direzione della stessa fu ripresa dal suo fondatore (nel frattempo Ministro della P.I.). L'impegno per la ricostruzione dell'Ateneo di Messina (la città era stata colpita da un terribile terremoto), portò ad un elevato numero di iscritti, fatto ancora più sintomatico visto il periodo di grande crisi di tutto l'insegnamento secondario in cui i professori medi mancavano dovunque per la esiguità degli stipendi. Il Della Valle continuava comunque ad occuparsi anche della scuola dell'infanzia, prendendo in esame i presupposti dei principali metodi fino ad allora prevalenti, dimostrandone le manchevolezze e sostenendo la necessità di riformare radicalmente i metodi educativi per la prima infanzia, lasciando da parte le fantasticherie froebeliane e instaurando metodi più nazionali e più razionali, conformi alla scienza psicologica empirica e all'indole italiana. Come pedagogista, Guido Della Valle apprezzava il valore dell'educazione fisica, si interessò sempre attivamente dei problemi dell'educazione professionale dei giovani, e fu sempre convinto della necessità di una buona scuola di arte e mestieri per i giovani che non avessero molta attitudine allo studio e possibilità di prolungare il periodo di istruzione scolastica. Egli riteneva che procrastinare il momento di avvicinare i giovani al lavoro, significasse "svogliarli" dal lavoro medesimo. La fama di G. Della Valle si diffuse notevolmente ed il giovane pedagogista fu invitato nel 1913 in Cile per tenere corsi su argomenti pedagogici e filosofici; era la prima volta che l'università di Santiago del Cile invitava un professore italiano per tali conferenze vertenti sui vari rami dello scibile. Lì il Della Valle si interessò pure della revisione dei programmi scolastici degli istituti italiani in Argentina ai fini dello svolgimento di un insegnamento analogo, per contenuti culturali, a quello delle scuole italiane di pari grado. Le lezioni di Della Valle in Cile riscossero vasto successo fino al punto che gli fu offerta perfino la cattedra di pedagogia dell'università di Santiago. Sincero patriota e convinto che le terre etnicamente e culturalmente italiane appartenessero all'Italia, Guido Della Valle partì volontario per il fronte; conservò intatto il rispetto per i valori dell'amicizia, della famiglia, della patria e della cultura pure nei tempi bui della dittatura e della seconda guerra mondiale la cui effettuazione egli non condivideva affatto. Da alcuni suoi ultimi scritti si nota come il problema morale e quello scolastico venissero in prima linea nella fase dell'opera di ricostruzione italiana dopo il 1945 e come l'adeguata e seria educazione dei giovani nella scuola e la possibilità per gli stessi di conseguire il lavoro, fosse da lui considerata come basilare per la formazione di un'operosa e serena gioventù per la società del domani.